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Scritto da Redazione
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Giovedì 13 Gennaio 2011 19:10 |
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Tra le chiese più antiche di Milano, quella di Santa Maria presso San Satiro, situata in via Torino, si distingue per straordinaria eleganza e monumentalità. Si tratta di un autentico palinsesto murario che, secondo la tradizione, sarebbe stato fondato dall’arcivescovo Ansperto nell’ultimo quarto del IX secolo. L’attuale sacello, o cappella della Pietà, dall’impianto bizantino, ricalcherebbe quanto restava dell’antica basilica di Ansperto. Assai singolare è la planimetria che rimanda a chiese della vecchia Armenia. Al suo interno emergono sedici colonne che sfoggiano un campionario di marmi che vanno dal rosso di Verona al cipollino greco.
L’alto campanile in cotto del Sacello, prototipo dei romanici lombardi, risale al IX secolo. Anche Leonardo avrebbe studiato questo sacro edificio che Bramante modellò a croce latina a tre navate, in cui con geniale illusionismo prospettico creò una finta abside là dove c’era solo un muro. Nel battistero ottagonale progettato da Bramante sono tuttora conservate le terrecotte di Agostino de Fondulis. Rifacimenti ottocenteschi hanno profondamente modificato gli equilibri rinascimentali della “grotta scintillante d’oro e d’azzurro” dello storico dell’arte Adolfo Venturi, a distanza d’un solo secolo quasi consunta dall’umidità. L’originario edificio decorato in bianco, azzurro e oro, che garantiva un’impressione ottica ricchissima, ha perso un po’ quella luminosità cromatica per lasciare posto alle decorazioni in cotto.
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