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Scritto da Redazione
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Mercoledì 26 Maggio 2010 10:20 |
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Pensando al capoluogo lombardo, il primo monumento al quale si è soliti associarlo è senza dubbio il suo maestoso Duomo, una delle cattedrali più grandi d’Europa. Situato nel centro della città, si erge in tutta la sua magnificenza per 108,50 metri di altezza, la distanza esatta tra la Madonnina posta in cima e il suolo.
L’idea del Duomo, dedicato a Santa Maria Nascente, nacque verso la fine del 300 dall’esigenza di ricoprire lo spazio dove un tempo si trovavano le due cattedrali della città. Dal periodo storico si evince lo stile architettonico che a prima vista ci riconduce al tardo gotico. I lavori proseguirono per molti anni, per non parlare dei molteplici restauri, soprattutto a seguito delle due guerre mondiali. I numerosi architetti che parteciparono al progetto, tra i più celebri Luigi Vanvitelli e Luigi Cagnola, venivano incaricati dai Signori della città che via via si susseguivano nel corso dei secoli. All’incirca nel 1813 il Duomo si poteva definire concluso. Basta pensare che solo a metà del 700 venne innalzata la Madunina di rame dorato, simbolo non solo del monumento ma della città stessa. Ovviamente le decorazioni esterne, caratterizzate da un ricchissimo corredo di sculture e fregi, vennero portate avanti per tutto il 900.
La particolarità che salta subito all’occhio del Duomo di Milano è il suo aspetto mastodontico. La “montagna di marmo” si apre alla vista dei cittadini all’improvviso destando ogni volta molto stupore e esercitando un fascino senza tempo, dettato non solo dalla sua magnificenza ma anche dalla sua ambiguità. Parlare di stile gotico, infatti, è piuttosto riduttivo. Il Duomo di Milano va visto piuttosto come un complesso architettonico omogeneo in continua costruzione.
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