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Dopo il Duomo di Milano, la Basilica di Sant’Ambrogio è la seconda chiesa più importante della città e una delle più antiche, risalente all’epoca medioevale e paleocristiana. Inizialmente venne denominata Basilica Martyrum, a sottolineare lo scopo per la quale era stata costruita in relazione alla sua origine: dedicata ai martiri, la basilica nacque precisamente nel punto dove vennero seppelliti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane. Negli ultimi anni del 300, fu il vescovo di Milano Ambrogio a volerla. Il suo intento era quello di riporvi le reliquie di alcuni martiri fatti santi, tra cui Satiro, Vittore, Nabore, Vitale, Felice, Valeria, Gervasio e Protasio; e quando anche il vescovo morì, venne seppellito al suo interno e la basilica prese il suo nome.
Intorno al 1090 la struttura già assumeva l’attuale aspetto. Di impronta architettonica romanica, l’impianto è caratterizzato da tre navate, tre absidi e un quadriportico. Venne costruita con materiale povero, lo stesso utilizzato per gli edifici della campagna. All’epoca furono i Benedettini ad occuparsi dell’amministrazione della Basilica. Nel 1498 vennero sostituiti dai Cistercensi che promossero diverse iniziative culturali, fino a che, durante la Rivoluzione Francese, vi venne instaurato un ospedale militare. Al termine della dominazione napoleonica venne ripristinata l’antica funzione.
Dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, la chiesa venne restaurata intorno agli anni 50, sempre nel segno della forma originaria, tornando così al suo splendore di sempre.
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