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“Non credere di avere dei diritti” | Stampa |
Scritto da Redazione   
Lunedì 26 Luglio 2010 18:23

Non credere di avere dei dirittiSi tratta di un libro scritto da alcune femministe della Libreria delle Donne di Milano che, al contrario di quello che penserà la maggior parte di voi, non si concentra unicamente sul raggiungimento di quei diritti per cui le donne hanno lottato e sofferto, ma piuttosto sui diversi schieramenti femminili che all’epoca caratterizzavano il loro movimento, a quanto pare tutt’altro che compatto.
Scritto nel 1987, è un libro fatto di racconti, di teorie, di idee che pongono al centro della questione il rapporto di una donna con una sua simile. Il periodo di riferimento è quello che raccoglie gli anni tra il 1966 e il 1986 e i luoghi dove sono ambientate le vicende sono quelli di Milano.

Il vero scopo delle femministe della Libreria delle Donne di Milano è stato quello di rintracciare il senso degli scontri/incontri che le donne a quel tempo avevano, del loro amore/odio, dei loro progetti che insieme facevano e disfacevano. Ma sempre tenevano traccia di tutto ciò che affrontavano per ricostruire le loro teorie e ricavarne un senso.
La complicata relazione tra le donne è il filo conduttore di questo testo, e si è tramutata nel concetto di “genealogia femminile”: la vera fonte di forza di una donna è quella che trae dal rapporto con una donna più grande di lei. Occorre “affidarci” ad una donna più grande che ha fatto nascere in noi un sentimento che un tempo veniva interpretato come invidia, ma che oggi viene visto come un desiderio nascente che può portare solo ed esclusivamente ad un arricchimento. Una donna, per crescere, ha bisogno di una donna più grande.

Nelle pagine di questo libro non solo troverete i risvolti che questi rapporti possono avere sul piano personale, ma anche su quello politico.



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