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Giovedì 27 Ottobre 2011 09:52 |
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Nei giardini di Porta Venezia, dal 2002 intitolati al grande giornalista Indro Montanelli, vi è il Planetario di Milano “Ulrico Hoepli”, che ha come scopo attività precise di divulgazione scientifica e di didattica.
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Giovedì 13 Gennaio 2011 20:38 |
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Situato nel secondo dei due chiostri della Basilica di Sant’Eustorgio, il Museo Diocesano custodisce opere provenienti dal soppresso Museo della Basilica di Sant’Ambrogio, raccolte di dipinti da parrocchie della diocesi di Milano (fra cui L’Assunta di Marco d’Oggiono), grandi teleri, fondi oro anche di Sano di Pietro, le collezioni del cardinale Giuseppe Pozzobonelli, con magnifici quadri vedutistici di Zuccarelli, Zais, Panini e Locatelli, arredi liturgici. Il museo nasce nel 2001 per iniziativa dell’Arcidiocesi di Milano. La sua mission è, fin dal giorno di apertura, quella di valorizzare e tutelare i tesori artistici della diocesi. A questo proposito, dal 2002 è teatro dell’importante iniziativa Un capolavoro per Milano.
Il progetto, che ha avuto e attualmente ha un grande successo, consiste nel portare nel capoluogo lombardo ogni anno un’opera diversa che rimane in esposizione nel museo per un periodo di circa tre, quattro mesi. Lo scopo è quello di far conoscere ai cittadini opere famosissime custodite in altri posti del mondo. L’ottava edizione dell’iniziativa ha preso il via lo scorso 16 novembre e si concluderà il 30 gennaio: il capolavoro protagonista di quest’anno è La Natività, affascinante testimonianza pittorica di Francesco Lippi.
L’allestimento museale tiene conto del complesso architettonico in cui è inserito, quello monumentale della Basilica di Sant’Eustorgio. I temi che l’architetto Antonio Piva ha affrontato nell’allestimento sono quelli dell’accoglienza, dell’esposizione flessibile, della conservazione dei materiali, della sicurezza, del comfort e della comunicazione. |
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Mercoledì 29 Dicembre 2010 22:47 |
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La Galleria Massimo De Carlo è un luogo molto importante per l’arte contemporanea a Milano. Dal 1987, anno di nascita, facendo anche delle scelte non proprio in linea con le tendenze del momento, si è affermata nel panorama artistico nazionale dando spazio ad artisti stranieri poco conosciuti in Italia come John Armleder, Olivier Mosset, Steven Parrino e Carsten Höller. Ebbene, a distanza di molti anni, possiamo dire che la Galleria ha vinto la sua scommessa diventando nel corso del tempo una solida istituzione artistica per il capoluogo lombardo. Non solo ha promosso diversi artisti stranieri nella penisola, ma ha anche lanciato e sostenuto artisti italiani emergenti, presentandoli al pubblico europeo e internazionale. La Galleria ha instaurato inoltre un legame molto solido con le più prestigiose istituzioni museali nazionali e internazionali, favorendo anche i rapporti tra gallerie, critici, curatori e collezionisti. Basta pensare che molti degli artisti affermatesi nella Galleria Massimo De Carlo hanno ottenuto importanti riconoscimenti in tutto il mondo. Tra di essi spiccano Maurizio Cattelan, Rudolf Stingel, Piotr Uklanski e Diego Perrone.
La galleria, che attualmente si trova in via Ventura, presenta un aspetto “asciutto”, minimale, essenziale. Ma è intenso nella sostanza: altezze da fabbrica, neon e vetrate circondano i capolavori della galleria, in un ambiente sospeso tra vuoto e esistenzialismo. |
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Giovedì 09 Dicembre 2010 23:06 |
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Lo scorso 6 dicembre è stato finalmente aperto al pubblico in piazza Duomo il Museo del Novecento. Dopo tre anni di preparazione, restauro e allestimento, è stato portato a termine un grande progetto da parte di due architetti italiani, Italo Rota e Fabio Fornasari, i quali hanno trasformato l’ex palazzo dell’Arengario degli anni 30 in questo imponente e affascinante museo. Le opere contenute sono più di 400, capolavori che ripercorrono l’arte del XX secolo, appartenenti tutti alle Civiche Raccolte Artistiche del Comune di Milano.
I quadri sono affissi su pareti ricoperte di stoffa, per creare un ambiente intimo, e ripercorrono i movimenti dell’Avanguardia Internazionale, Futurismo, Novecento, Post-impressionismi, Arcaismi, Realismi, Astrattismi, Milano anni '50, Informale segnico e gestuale, Nuove Figurazioni, Arte programmatica e Cinetica, Pittura Analitica ed infine Arte Povera. Il percorso espositivo inizia con Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, quadro realista installato sulla rampa elicoidale realizzata al centro dell’Arengario. Inoltre, vi sono sezioni e monografie dedicate ad artisti quali Giorgio de Chirico, Lucio Fontana e Luciano Fabro.
Il museo, che è costato 27,8 milioni di euro, diventerà un punto di riferimento per i milanesi e, soprattutto, rafforzerà l’identità della città e il suo prestigio culturale a livello internazionale, come ha sottolineato il sindaco Letizia Moratti all’inaugurazione.
Per questi primi mesi, fino al 28 febbraio 2011, il museo del Novecento sarà aperto al pubblico gratuitamente. |
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Venerdì 19 Novembre 2010 16:58 |
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Milano è piena di interessanti gallerie d’arte che si dedicano con costanza e passione alla divulgazione delle opere di eccezionali artisti, antichi e contemporanei. La Galleria Dep Art senza dubbio fa parte di queste. Perché tratta principalmente l’opera di artisti storicizzati; perché offre servizi di consulenza per soddisfare la propria clientela; perché è sede di mostre eccezionali che riscontrano sempre grande affluenza di spettatori.
La Dep Art è prima di tutto una galleria d’arte moderna e contemporanea che cerca di espandere su tutto il territorio nazionale il suo messaggio. E’ per questo che da anni partecipa alle più importanti fiere d’arte nazionali, tra cui MiArt, Art First Bologna, ArtVerona, Arte Genova, Arte Padova e Baf Bergamo Arte Fiera.
Dal 2006, anno di apertura, presta attenzione ad artisti affermati ma anche a giovani proposte, per dargli la possibilità di lanciarli nel fantastico mondo dell’arte. E’ stata fondata per merito di Antonio Addamiano, figlio d'arte e collezionista, laureato in gestione aziendale e marketing presso l'Università Cattolica di Milano.
Situata in via Giurati, all’interno della Dep Art vengono organizzate mostre personali e collettive, tutte corredate da catalogo. Tra le più celebri allestite in questi anni segnaliamo “Franco Rognoni, Opere scelte” a cura di Castelli e “Argot” mostra collettiva a cura di Zanchetta.
Per informazioni: www.depart.it |
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