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Scritto da Redazione
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Mercoledì 30 Giugno 2010 13:42 |
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I dati dell’Inail sullo stress da lavoro sono decisamente preoccupanti. A quanto pare, in Italia il 27% dei lavoratori ne soffre, e la recente crisi economica non ha certo agevolato la questione. Le pessime conseguenze che ne sono scaturite sul piano lavorativo, con l’aumento del precariato e dei dipendenti anziani, sono da annoverare tra le cause principali. Se ne discuterà approfonditamente a Milano durante la mostra convegno “Progetto sicurezza”, dal 1 al 3 luglio. Organizzata dall'Associazione professionale italiana ambiente e sicurezza (Aias), si cercherà di capire perché i dati italiani sono superiori a quelli europei, dove si registra una percentuale del 22%.
Un problema grande si rivela anche per le aziende, poiché devono pagare un conto sempre più alto a causa dello stress dei propri lavoratori. Sembra, infatti, che la perdita di produttività sia pari a 77 miliardi di euro. Le aziende, secondo una nuova legge, dovrebbero misurare il livello di stress dei dipendenti e valutare i rischi. Durante il convegno milanese verrà presentato un documento sulla valutazione del “rischio stress collegato” che verrà poi esaminato da una commissione interministeriale. Attraverso lo studio di dati statistici aziendali, interviste e focus group, si cercheranno di delineare le strategie possibili per un miglioramento organizzativo ed economico delle aziende.
Lo scopo principale è quello di preservare la salute dei cittadini lavoratori perché, quando lo stress dura nel tempo, si possono rivelare anche disturbi psichici e fisici.
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