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Al Teatro degli Arcimboldi, il 13 e il 14 aprile, è andata in scena un’originale rivisitazione del balletto tratto dalla fiaba di Charles Perrault, una delle più amate della tradizione romantica, La Bella addormentata nel bosco. Artefice di questa spettacolare performance, la compagnia Les Grand Ballets Canadiens sotto la direzione artistica di Gradimir Pankov. Nata in stretta connessione con il repertorio classico, la compagnia si è poi avvicinata, negli anni 70, allo stile contemporaneo, reinterpretando grandi opere del passato e, nel caso de La Bella addormentata del bosco, mettendo a punto quanto era stato ideato del grandioso coreografo svedese Mats Ek: intensità drammatica, ampia gestualità e forte espressività.
Si tratta di una versione della fiaba molto particolare ed estremamente ricca di vitalità che, oltre ad avvalersi di un corpo di ballo tecnicamente ineccepibile, gioca sulla storia, spezzettandola e ricostruendola e svelando i suoi lati più oscuri e inquietanti. Aurora non è più quella ragazza ingenua e dolce che tutti ricordiamo, ma un’adolescente ribelle attratta dalla trasgressione. L’ambientazione riporta agli anni 50, la scenografia è scarna ed essenziale. Grazie al perfetto gioco tra contemporaneità e tradizione, tra temi antichi e attuali, tra la musica che trae spunto dagli anni 50 e la partitura di Cajkovskij, si crea un coinvolgimento emotivo molto forte, dettato anche dal virtuosismo dei ballerini e dalla creatività della messa in scena.
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